Quando arriva una cartella
esattoriale occorre fare sempre molta attenzione. Non è raro il
caso di errori, da quelli più evidenti – per esempio il nome sbagliato –
a veri e propri motivi di illegittimità.
Vediamo quali sono le armi
in possesso del contribuente per difendersi.
Se l’errore è palese
– errore di persona, notifica vecchia residenza – o la multa è già
stata pagata, può essere sufficiente presentare istanza di
annullamento e sgravio, inviandola con raccomandata a/r
oppure
consegna a mano presso lo sportello del concessionario o
l’ufficio dell’ente creditore indicato nella stessa cartella.
Invece
nel caso la somma indicata in cartella sia sbagliata per errore di
calcolo e risulti superiore, si deve presentare un’istanza di
annullamento e di sgravio. Attenzione, in caso di mancato pagamento
entro 60 giorni, oltre alla somma corrispondente alla sanzione, vengono
addebitati anche i compensi di riscossione che sono calcolati al
4,65% delle somme iscritte a ruolo, nonché gli interessi di mora
calcolati all’8,4 % annuo (corrispondente allo 0,023% giornaliero).
Qualora
pur in presenza dell’errore abbiate già pagato, è possibile inviare a
Equitalia un’istanza di rimborso dell’indebito.
Tutti questi
rimedi sono generalmente definiti istanze di autotutela e tentano
una soluzione amichevole con l’amministrazione. Tuttavia va detto che
queste istanze non comportano la sospensione dei termini utili – di
norma piuttosto brevi – per fare opposizione davanti al giudice.
Pertanto, per non vedersi precluse le vie giudiziali, sarà necessario
muoversi in fretta ed insistere per avere una risposta rapida da parte
dell’ente.


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