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25 aprile 2010

Yamaha FZ8 e Fazer8: la prova delle gemelle eterozigote

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Belle le naked, vero? Stilose, aggressive, a volte nostalgiche, ma sempre affascinanti, sono anche belle da guidare in città e fuori. Piacciono a tutti e vendono molto bene. Anche se chi si decide ad acquistarne una deve sempre fare i conti con l’atavica dicotomia che fin dalle origini caratterizza questo tipo di moto: orientarsi sulle medie cilindrate – le 600, per intenderci – e soffrirne la cronica mancanza di coppia ai bassi regimi quando si vuole guidare senza il coltello tra i denti, oppure cedere alle malie delle maxi da 1000 cc e oltre per godere della loro pienezza ai bassi
con il patema di riuscire a gestire senza problemi quella enorme riserva di cavalli?
Una situazione che ha portato qualche costruttore a riconsiderare i tradizionali “scaglioni” di cilindrata per iniziare a proporre naked che siano divertenti e veloci senza essere potenzialmente pericolose per chi non ha un’esperienza esagerata dietro al manubrio.
Fra questi c’è Yamaha, che con le nuove FZ8 (8.390 euro) e Fazer8 (8.890 euro) colma il vuoto esistente tra le due classi con un prodotto decisamente interessante sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista estetico. Sotto questo aspetto le nuove nate non propongono nulla di troppo originale. Ma sono entrambe ben disegnate, giustamente aggressive e inconfondibilmente Yamaha.
Le finiture e i materiali utilizzati sono di buon livello, mentre la posizione di guida è comoda e discretamente “attiva” anche per chi è più alto della media. Però le qualità delle nuove Yamaha emergono meglio appena ci si mette in movimento: l’equilibrio ciclistico, il peso abbastanza contenuto e i comandi di burro rendono la moto veramente godibile in un minuto di strada, anche in mezzo al traffico più caotico.
Ma la vera perla è il motore, un quattro cilindri da quasi 800 cc dall’erogazione veramente piacevole. Si può viaggiare in sesta a 1500 giri con un filo di gas e poi metterlo alla prova “aprendo tutto” senza scalare. Oppure usare il cambio per testarne l’allungo e i 106 cv che arrivano insieme al ringhio del sistema di aspirazione. In ogni caso lui risponderà sempre a dovere, dimostrando di essere tanto fluido e regolare ai bassi e medi regimi, quanto aggressivo e brillante agli alti.
Il degno compagno di una ciclistica solida e reattiva come quella di FZ8 e Fazer8: la prima è una vera “fun bike” con cui saltare da una curva all’altra, mentre la seconda è ugualmente divertente, ma più progressiva nella guida e più orientata al turismo grazie alla mezza carenatura.

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